"Custodire tutti, specialmente i più deboli"
Il potere del servizio
"Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla croce". Papa Francesco, celebrando la sua Messa di inizio pontificato in piazza San Pietro, ricorda che oggi "insieme con la festa di San Giuseppe celebriamo l'inizio del ministero del nuovo vescovo di Roma, successore di Pietro, che comporta anche un potere. Certo, Gesù Cristo ha dato un potere a Pietro, ma di quale potere si tratta?". Leggi E venne un Papa a san Giovanni - Segui la messa in diretta - Guarda le foto dell'arrivo del papa in piazza san Pietro - Guarda le foto della messa celebrata dal Papa
22 AGO 20

"Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla croce". Papa Francesco, celebrando la sua Messa di inizio pontificato in piazza San Pietro, ricorda il suo predecessore Benedetto XVI che oggi festeggia l'onomastico e spiega che oggi "insieme con la festa di San Giuseppe celebriamo l'inizio del ministero del nuovo vescovo di Roma, successore di Pietro, che comporta anche un potere. Certo, Gesù Cristo ha dato un potere a Pietro, ma di quale potere si tratta? Alla triplice domanda di Gesù a Pietro sull'amore, segue il triplice invito: pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle. Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio". Quanto al ministero petrino, il Pontefice ricorda che "deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di San Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire il popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l'intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità: chi ha fame, sete, è straniero, nudo, malato, in carcere. Solo chi serve con amore sa custodire".
Sono oltre 200 mila i fedeli presenti alla messa d'inizio del Pontificato di Papa Francesco, La stima è resa possibile dalle riprese aeree che mostrano gremite piazza San Pietro, piazza Pio XII, via della Conciliazione fino a Castel Sant'Angelo, via dei Corridori e Borgo S.Spirito.
"Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato!". Lo ha chiesto Papa Francesco nell'omelia. "La vocazione del custodire - ha spiegato – non riguarda però solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti". "E' – ha scandito il nuovo Pontefice – il custodire l'intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d'Assisi: è l'avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l'ambiente in cui viviamo".
Tutti debbono, ha continuato, "aver cura l'uno dell'altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori". Da Papa Francesco anche l'esortazione a "vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo tutto è affidato alla custodia dell'uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio".
"Custodire il creato, ogni uomo e ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore, è aprire l'orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza! E per il credente, per noi cristiani, come Abramo, come san Giuseppe, la speranza che portiamo ha l'orizzonte di Dio che ci è stato aperto in Cristo, è fondata sulla roccia che è Dio".
''Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo "custodi" della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell'altro, dell'ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo''.
"Ricordiamo che l'odio, l'invidia, la superbia sporcano la vita!", ha continuato il Santo Padre spiegando che "custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perché è da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono!".
"Ricordiamo che l'odio, l'invidia, la superbia sporcano la vita!", ha continuato il Santo Padre spiegando che "custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perché è da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono!".
"Non dobbiamo avere paura della bontà, anzi neanche della tenerezza!". Papa Francesco ha inserito questa raccomandazione nell'omelia, "un'ulteriore annotazione", l'ha definita. "Il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza", ha spiegato. "Nei Vangeli, san Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d'animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all'altro, di amore".
Poi il Papa ha concluso così: "Chiedo l'intercessione della Vergine Maria, di san Giuseppe, dei santi Pietro e Paolo, di san Francesco, affinché lo Spirito Santo accompagni il mio ministero, e a voi tutti dico: pregate per me! Amen".
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